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nuovo sito

Buongiorno a tutti

è online la nuova versione del nostro sito

www.cromobox.com

 

venite a trovarci !

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Alluvione in Veneto

Credo sia doveroso contribuire, io nel mio piccolo l’ho fatto.

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Può sembrare un posto tardivo per certi eventi, ed in effetti lo è..però avevo la necessità di focalizzare al meglio alcuni aspetti, in primis quello della enorme cassa di risonanza che il web ha.

Vi premetto sin d’ora che il post sarà lungo..ben oltre la normale soglia di comune sopportazione di lettura, quindi non me ne vogliate visto che vi avviso fin da subito.

Di questi eventi vorrei parlarVi con occhio distaccato da quelle che sono le degustazioni dei prodotti, vorrei piuttosto parlarne in un’ ottica dell’utente comune, dell’ acquirente qual io sono.

Partiamo con ordine, l’evento #barbera1 svoltosi presso Cascina Gilli a Castelnuovo Don Bosco, AT

A molti di voi già suonerà strano il nome se non siete utenti di Twitter.
Infatti il nome con quello strano simbolo davanti sembra tanto un refuso, invece è un hashtag come si chiama in gergo, ossia serve per tenere traccia delle conversazioni che parlano di un detto argomento, nel nostro caso una degustazione di barbera, la numero 1 nel suo genere.

Questo evento nasce su twitter, con la voglia di far meglio comprendere a tutti i partecipanti il mondo e le varie sfumature della barbera appunto.
Voleva essere un punto d’incontro, analisi, conoscenza e perchè no anche di critica costruttiva verso un vitigno troppo spesso bistrattato ed etichettato per errori anche comunicativi del passato.

Questo incontro è avvenuto con una degustazione di 8 Barbere alla cieca, più una speciale beerbera ( birra di barbera ) ed un passito di barbera opera di Gianluca Morino di Cascina Garitina ( assolutamente imperdibile secondo me ) ossia nessuno dei partecipanti al tavolo sapeva cosa stavamo degustando in quel momento.

Attorno al tavolo c’erano produttori, wine blogger, esperti di comunicazione e semplici utenti , alcuni molto appassionati e competenti ed altri meno competenti ma ugualmente appassionati ( io rientro tra questi ultimi ndr )

Il bello di eventi come questo è la visione in modo orizzontale del prodotto, nessuno si pone ad un livello più alto degli altri, c’è una forte condivisione e scambio di opinioni da parte di tutti.
Vi confesso che in qualche modo ero intimorito a prendere parte ad un evento del genere, non certo per timidezza, ma di competenza.
Infatti mi domandavo quale contributo avrei potuto fornire io, essendo un semplicissimo consumatore di vino.

La mia conoscenza del mondo vinicolo è proprio di quelle base, apprezzo ovviamente più certi vini di altri, questione di gusti personali ovviamente, quindi mi chiedevo cosa avrei potuto capirne io di barbera perdipiù degustato alla cieca in  mezzo a degustatori, sommelier, enologi e produttori .

Però qui sta l’errore, tra l’altro l’errore più comune che chiunque possa commettere, ossia quello di sostituirsi nei pensieri di altri.

Infatti grazie a #barbera1 ho scoperto che il mio punto di vista per i produttori è molto importante, o almeno mi piace pensarlo, visto che come me esistono milioni, si avete letto bene, milioni di acquirenti nel mondo vinicolo.

Molti di voi acquistano vino, sia esso acquistato al supermercato o in enoteca o direttamente dal produttore, ma quanti di voi realmente lo conoscono il vino?

Quanti di voi hanno le necessarie competenze per giudicare come è fatto quel prodotto piuttosto che quell’altro?

Pochi, molto pochi.
Discorso esattamente opposto invece per il numero di acquirenti del vino.
Qui siamo veramente in tanti.
Eppure abbiamo una scarsissima conoscenza di ciò che compriamo e beviamo.

Incontri come #barbera1 hanno invece il potere di avvicinare noi consumatori al mondo vinicolo, facendoci dialogare direttamente con chi il vino lo produce, lo cura sin dal suo primissimo grappolo e pertanto ne conosce alla perfezione pregi ed emozioni che questi prodotti sono in grado di suscitare sin dal primo sorso.

Lo stesso discorso vale per le manifestazioni #vinixlive, ideate da Filippo Ronco, a cui ho avuto il piacere di partecipare all’edizione numero 5 tenutasi presso l’Acetaia San Giacomo di Andrea Bezzecchi a Novellara RE

Anche qui il comune denominatore è l’interazione tra produttore e utente-acquirente.
Produttori che ti fanno conoscere e degustare i loro prodotti e possibilità di acquisto degli stessi direttamente durante questi incontri.

Idem anche per #terroirvino, altra manifestazione nata da quella mente fervida e lungimirante di Filippo Ronco.
Qui il discorso è particolarmente serio, in quanto l’evento quest’anno era alla sua settima edizione, capirete quindi perchè Filippo è lungimirante.

Scopo dell’incontro sempre quello di avvicinare il più possibile produttori ed acquirenti, ossia domanda ed offerta, in maniera decisamente più friendly di manifestazioni come Vinitaly ( opinione personale certo, ma che ho scoperto essere largamente condivisa da molti, sia visitatori sia espositori).

Anche qui un forte momento di aggregazione, momenti dedicati forse più alla conoscenza del produttore, della persona dietro alla quale nascono quei prodotti, che dei vini in taluni momenti.

Ritengo fondamentale per certi versi conoscere e capire prima la persona dei prodotti, mi aiutano ad apprezzare molto di più il lavoro fatto per arrivare ad ottenere il risultato finale, il vino ( o l’olio o altri prodotti alimentari chiaramente ).

Non sto parlando di solo simpatia od empatia nei confronti di questo o quel produttore, parlo di disponibilità al dialogo, alla spiegazione partendo dalle basi di questo o di quel particolare prodotto, delle scelte che hanno guidato il produttore per ottenere quel risultato.

Di natura, nella vita privata intendo, la mia curiosità è pari allo zero, cosa che invece nell’ambito lavorativo arriva a livelli da gossip vero e proprio!
Voglio cercare di comprendere e conoscere tutto quello che mi è possibile di quel determinato prodotto, senza entrare troppo nel tecnico magari, ma mi affascina il farmi raccontare per esempio come un produttore ha scelto i nomi dei propri vini, Paolo mi riferisco proprio a te ed alle tue etichette e retro etichette de Cascina i Carpini

Mi affascina capire il perchè di una scelta di un prodotto del passato riproposto in chiave moderna, leggi il colfondo di Bele Casel

.

Adoro quando Patrizia Rampa de Il Brolo mi spiega come raccolgono le olive e mi spiega il loro metodo di conservazione sotto azoto dopo spremitura per garantire la freschezza del prodotto, ed i risultati si vedono.

Mi piace ascoltare aziende che navigano il web in maniera decisamente professionale ed al tempo stesso molto friendly come fa Lucia Barzanò con Il Mosnel

Mi piace quando un produttore di un territorio o terroir da me sconosciuto, nel senso che non l’ho mai visitato, me lo racconta, me ne parla mentre io me lo immagino, così è successo con Paolo Cantele di Cantele Vini mentre assaggiavo il suo negramaro.

Farsi prendere per mano dall’amico Giuliano Abate che ti porta a scoprire aziende che lavorano i prodotti e solo quelli, senza conservanti ed altre diavolerie

Oppure disquisire con amici incontrati e conosciuti la sera prima durante un post serata trascorso al porto antico con vari amici produttori, tra cui come non menzionare Emanuele Coveri di Terre Contese, Vigne Deriu in questo caso, e del perchè hanno chiamato un loro vino Tiu Filippu, e scoprire che è un omaggio al papà di Gavino.

Ecco questo per me è un incontro, un incontro positivo da cui trarre insegnamenti.

E poi c’è Tweetyourwines.

Sempre a Terroir Vino abbiamo consegnato il ricavata dell’ormai famosa asta via Twitter ai responsabili de La Cicogna Sprint, neonata associazione dell’ Ospedale Gaslini di Genova  che si occupa ( e preoccupa ) dei bambini nati prematuri.

Siamo riusciti in una sola settimana, ed esclusivamente via twitter, a raccogliere ben 2.619 Euro per questa associazione.
La soddisfazione più grande per me è venuta però dalle parole di ringraziamento dei responsabili, che nel ringraziarci della nostra disponibilità nel mettere in piedi e sostenere questa iniziativa ci hanno detto quanto siano importanti i soldi ricavati da questa iniziativa, perchè sono i primi, sono per loro come i primi passi di una bambino, sicuramente ne seguiranno moltissimi altri ma questi avranno sempre un ricordo speciale essendo stati i primi.

Se qualcuno volesse cogliere lo spirito degli eventi qui sopra eccovi dei link fotografici:
#barbera1
#vinixlive5
#terroirvino

Alla prossima.

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Comunica con i tuoi clienti!


Rivoluziona il tuo packaging in legno 
grazie all’ esclusivo 
processo decorativo brevettato 
a livello internazionale di Colograf srl.
Trasforma un semplice contenitore di legno
in un vero e proprio strumento 
di marketing e di vendita.

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Confezioni di legno e colori si uniscono per rivoluzionare il modo di comunicare attraverso il packaging.

Perfette per confezionare prodotti, per promuovere eventi o semplicemente per un regalo sorprendente alla vostra clientela.

L‘esclusivo processo decorativo brevettato a livello internazionale messo a punto da Colograf srl permette di personalizzare a partire da bassi quantitativi , permettendo a chiunque di comunicare in maniera facile, veloce ed efficace il proprio messaggio.

Altra caratteristica di Crombox è la possibilità di essere stoccato piatto nel magazzino, caratteristica che permette di salvaguardare notevole spazio all’interno delle vostre attività.
Cromobox quando è ripiegato occupa 2 soli cm di spessore, e si monta in pochi secondi senza l’utilizzo di attrezzi grazie ad un ingegnoso e brevettato sistema di montaggio.

La versatilità di Cromobox permette di avere un packaging assolutamente unico unito ad una fidelizzazione del brand veicolato attraverso il riuso del packaging da parte dell’utente finale.

Cromobox, la confezione è comunicante!

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Quando Ti presenti a qualcuno che non conosci cosa fai per avere da subito un impatto positivo?
Bel vestito, barba fatta per noi uomini, capelli e trucco in ordine per le signore, il miglior sorriso ed una stretta di mano vigorosa.

Questo è ottimo tra persone, ma se di te devono parlare i tuoi prodotti?
Qual’è la prima impressione che devono suscitare?

In primis, quella di aver ben speso i propri soldi, e non importa che siano tanti o pochi.
Quindi massima cura nella presentazione, nei dettagli, nel valore aggiunto che trasmettiamo con ogni più piccolo particolare.

Nel caso del vino molto di questo viene senz’altro dall’etichetta.
Non me ne vogliano tutti quelli che dedicano anima e corpo nella perfetta riuscita del loro prodotto, il vino appunto, ma la gente comune, ed io sono tra questi, compra quello che gli piace, quello che la colpisce anche solo graficamente, insomma compra il bello e l’originale.
Ovviamente non tutti procedono così nei loro acquisti, ed altrettanto ovviamente questo non è garanzia del prodotto migliore a livello qualitativo, è un discorso generalista ma che funziona in molti mercati e settori.
E nel setore vinicolo la bottiglia e l’etichetta sono senza dubbio tra i primi dettagli che vengono analizzati e processati a livello inconscio dall’acquirente.
Una bella bottiglia ed una bella etichetta, ben curata nei colori e nella grafica aiuta e non poco.

L’etichetta è un tratto distintivo fondamentale, ovviamente anche per il fatto che sono regolate per legge.
Ma un etichetta deve necessariamente essere costosa per essere bella?
Non proprio, esattamente come avviene per il packaging di legno, le cassette per il vino.

Pensiamo ai vantaggi che la tecnologia ci ha offerto in tutti questi anni.
La stampa digitale ha permesso di contenere se non abbattere del tutto i costi degli impianti di stampa, permettendo nel frattempo basse tirature e colori sempre più sgargianti.

Lo stesso procedimento si applica alle nostre confezioni di legno.
Infatti Cromobox nasce con l’intento di portare un alto valore aggiunto a quello che viene troppo spesso come un semplice imballo da spedizione.
Come posso portare valore aggiunto con una confezione di legno?
Partendo dal presupposto che non è più SOLO una confezione di legno.
Pensiamo alla sorte che tocca alle confezioni di legno, spesso dimenticate in cantina, messe in garage con all’interno qualche piccolo attrezzo o gettate in discarica nel peggiore dei casi.
Questo perché non comunicavano niente, erano pensate come imballaggio e dopo il loro uso sono state smaltite o accantonate.
Se invece avessimo scelto meglio come e cosa comunicare, avremmo trasformato un costo ( l’imballaggio ) in un’opportunità, il ricordo del cliente.
Se il cliente si ricorda di te per qualcosa di speciale, sei ad un ottimo punto per tenertelo stretto negli anni a venire, la fedeltà del cliente sul mercato vale oro.
Ora prova a pensare ad un utilizzo creativo delle tue confezioni di vino, pensa ad un contenitore che si possa utilizzare tutto l’anno all’interno dell’abitazione del tuo cliente, pensa fuori dagli schemi se ne sei capace……..

se si allora comprenderai come questa grafica potrebbe fare al caso tuo

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.. sempre e possibilmente in fretta verrebbe da aggiungere.

Questo post è una riflessione sul modo di operare delle aziende, non solo sul web ma anche nel commercio tradizionale.
Vi è mai capitato di chiedere informazioni , per telefono per mail o nei moduli di contatto dei siti web ad alcune aziende?
In quanto tempo vi hanno risposto? Velocemente o lentamente?
Sono state esaurienti nelle loro risposte o sono stati vaghi?

Faccio questa mia personalissima considerazione a seguito del fatto che la scorsa settimana, precisamente lunedì scorso, ho compilato per benino un form di richiesta informazioni ad una azienda, estera a onor del vero.
Ebbene a tutt’oggi dopo 7 giorni , parlando di giornate lavorative ovviamente, ancora nessuna risposta.

Ebbene, dopo quanto è accettabile ricevere una risposta ad una domanda rivolta ad una azienda?
Un giorno? Due giorni?
Secondo me due giorni ( sempre lavorativi s’intende ) è il tempo limite, a meno che la richiesta non sia talmente particolare che richieda una tempistica di elaborazione particolare.
ma questa è un’altra storia.
La mia era semplicemente una richiesta per conoscere il distributore di un prodotto il più vicino possibile a me, tutto qui.

Ora, voi cosa fareste? Inoltrereste di nuovo la richiesta o passereste al loro concorrente?

Quanto è importante per un possibile cliente sentirsi importante?
Per me molto, anche nella vita di tutti i giorni.
E lo stesso credo per moltissimi di voi.
Facciamo del bene a noi stessi ed al nostro business, rispondiamo sempre ai nostri possibili futuri clienti.

Quindi promessa, se fate una richiesta a noi di Cromobox promettiamo che faremo di tutto per risponderVi entro un massimo di 48 ore, se riusciamo anche prima….

A patto che non ci chiediate la luna, per quello ci vuole più tempo 🙂

A presto e alla prossima !

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