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Archive for the ‘vino’ Category

Ed eccomi finalmente a postarVi le mie impressioni, e sopratutto immagini riguardo a

#colfondo1 ,

l’incontro tenutosi in quel di Asolo Sabato 30 Ottobre 2010 grazie alla perfetta organizzazione di

Luca Ferraro dell’azienda Bele Casel

e di

Davide Cocco dell’agenzia Studio Cru .

Alcuni  numeri per darVi l’idea di cosa è stato , e cosa è tuttora #colfondo1

4 mesi di lavoro

4 ore di manifestazione

10 aziende

più di 15 vini in degustazione

5 terroir

 

Il tutto condito e amalgamato con 50 persone provenienti da mezza Italia.

Il ritrovo è alla Locanda Baggio

noi arriviamo per ultimi, ma solo perchè il Presidente Gianluca Morino si può far attendere 🙂

ed anche perché con noi c’era Massimo Dalma, e quindi il ritardo era d’obbligo 😛

 

Appena entrati l’atmosfera è come al solito di grande cordialità e amicizia,

i tavoli sono già pieni di gente pronta ad assaggiare e degustare

ed anche ad ascoltare l’introduzione del “Vate” Stefano Caffarri

dotato dei più potenti mezzi di comunicazione, il verbo e la carta

 

grazie alla perfetta organizzazione è tutto pronto

compreso il pane ed i grissini realizzati con il lievito del #colfondo

grazie alla geniale intuizione di Daniela “Senzapanna”

e si comincia

Una cosa molto apprezzata è il fatto di avere ad ogni tavolo 2 produttori con cui potersi confrontare,

e che tra un assaggio a l’altro ci raccontano dei loro vini

ovviamente sotto l’occhio attento e interessato di Luca

come vedete qui sopra

ed anche Davide ascolta con entusiasmo e interesse

e mentre i produttori parlano si condividono le informazioni

via web ed in tempo reale con chi non è potuto venire

il tutto ovviamente prendendo appunti

che serviranno poi per scriverne sui vari blog.

 

La degustazione procede spedita, gli assaggi da fare sono ben 8

ma il tempo di divertirsi lo si trova sempre

anche se ad altri tavoli il confronto è più serio

ma non per questo meno conviviale

fino a che Davide non svela i protagonisti

che come vedete erano ben nascosti alla nostra vista

terminata la degustazione, pausa con Paranza

in attesa che la sala venga preparata per il pranzo

che comincia con baccalà mantecato con polenta qui rivisitato

Risotto vialone nano di Grumolo al pino mugo con faraona affumicata

L’Oca di S.Martino arrosto con pane all’arancio

giusto per citare alcuni piatti

ma per meglio comprendere l’alta qualità servita in tavola Vi rimando a colui

che meglio di me è in grado di esprimerne l’essenza

Stefano Caffarri dal suo blog

 

in tavola alcune chicche offerte dai produttori

tra cui Mirco Mariotti

e il suo Fortana Surlié

il Metodo Classico di Follador

lo Zero di Mario Pojer

Biondo Jeo

Casa Coste Piane

ed una chicca senza etichetta

per la felicità di tutti i presenti 😀

Alla prossima amici, e se volete come sempre su flickr c’è la galleria completa dell’evento

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..e torniamo a scrivere sul blog grazie all’appuntamento dei Tasting Panel, ma questa volta non è semplice essere obiettivi, meglio chiarirlo da subito, perché il prodotto da recensire è di un amico, Paolo Carlo Ghislandi di Cascina Carpini

Tasting Panel che Paolo ha organizzato con la collaborazione di Andrea Petrini di Percorsi Di Vino

Sul Suo blog potete trovare il post dedicato e i commenti relativi all’iniziativa che come era prevedibile ha riscosso notevole successo

Il prodotto che Vi propongo quest’oggi è la Sua ultima Creatura, il Suo ultimo figliolo, lo Spumante Timorasso Chiaror Sul Masso.

Premetto per l’ennesima volta che io non ho le competenze per degustare e recensire come meriterebbe questo vino, però mi appassionano questi Tasting Panel, anche perché molto spesso si rivolgono proprio ai consumatori “medi” come me, visto che poi siamo noi il mercato di maggioranza.

Io ho un metro di giudizio che è tutto mio nel considerare i vini, mi piace vederli e assaggiarli a 360 gradi.

Mi lascio affascinare dalle parole di chi lo produce un vino, perchè ne parla in maniera sincera, un vignaiolo quando ti racconta in maniera onesta il suo vino, non fa niente di niente per vendertelo, te lo vuole solo raccontare.

Paolo é fatto così, ama raccontare il perché delle sue scelte sui vini e lo fa con molta naturalezza, e nelle Sue parole è molto facile carpire l’entusiasmo che lo muove a sperimentare di continuo e ad inventarsi nuovi prodotti, come in questo caso.

Si perché il Timorasso Spumante è una novità, e Paolo é il primo in assoluto a proporlo sul mercato.

Ce lo spiega anche nella lettera di accompagnamento alla bottiglia inviata, dove ci narra la voglia di provare a realizzare qualcosa di nuovo da un vitigno che ama, il Timorasso appunto.

Il Timorasso è un vitigno raro coltivato nel comprensorio dei Colli Tortonesi, ove Paolo ha la Sua azienda.

Ma veniamo al vino adesso.

Sulla retro etichetta, che ho l’abitudine di leggere sempre anche solo per curiosità, è consigliato in abbinamento a carni bianche saltate, ed io di fronte ad un simile accostamento non mi sono certo tirato indietro, un bel piatto di carne bianca saltata ed un bicchiere di Timorasso Spumante, cosa volere di più dalla vita? 🙂

In effetti si accosta molto bene, ma è buonissimo anche da solo grazie al suo perlage fine.

E’ decisamente gradevole da bere, sia a temperatura consigliata, circa 10 gradi, ma anche più alte perché intanto che fissavo il bicchiere il vino mi si è scaldato, non ai livelli del vin brulè, ma non era più a 10 gradi…

Ebbene, anche “caldo” mi piace molto, ho ritrovato le caratteristiche sensoriali del Timorasso “padre”

Bella forza direte voi, è lo stesso vitigno !

Si, questo è vero, ma provate Voi a bere uno spumante che si è scaldato nel bicchiere, e trovatemi Voi una bevibilità a questi livelli.

Sempre sulla retro etichetta trovate sia l’account twitter di Paolo che la Fan Page aziendale di Facebook

Io personalmente, se siete presenti su uno o su entrambi dei seguenti social network, Vi invito a seguire Paolo e la Sua azienda, comincerete ad apprezzare un modo di comunicare un mondo a volte sconosciuto come quello del vino, che è tutt’altro che ermetico come si potrebbe pensare, anzi è l’esatto opposto, sempre alla ricerca di confronto e di stimoli.

Alla prossima, e grazie ancora dell’opportunità Paolo!

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Ed eccoci qui a recensire per gli amici di OneGlass grazie al loro Tasting Panel.

Primi di tutto, chi è o cos’è OneGlass.

In estrema sintesi è una confezione monodose, da 100 ml per l’esattezza, di vino in un packaging decisamente diverso ed evoluto, contenenti 4 tipologie di vino, 2 bianchi, Toscana Igt Vermentino 2009 e Pinot Grigio delle Venezie 2009  e 2 rossi Cabernet Sauvignon delle Venezie 2008 e Toscana Igt Sangiovese 2008


Per maggiori info a riguardo Vi rimando direttamente al loro sito

Ma veniamo al Taasting Panel,

Qui è come si presenta il packaging per il nostro Tasting Panel.

Mi ha colpito in positivo questa forma inconsueta di libro in cartone per la presentazione,

un grosso folder 

dove vi è sia una brochure di presentazione del prodotto, 
abbastanza informale, ma elegante nel suo colore nero

sia un esempio concreto di cos’è OneGlass, 
con tanto di campione per un test dal vivo.

Nel complesso è una bella presentazione, di sicuro impatto visivo ed emotivo dato anche dal tatto di una “brochure” del genere, sicuramente ingombrante dato che deve contenere una confezione vera del prodotto, siamo nell’ordine dei 5 cm di spessore come si può vedere qui sotto.

Avrei preferito trovare più informazioni sul tipo di prodotto, anche in termini di produttori del vino stesso e sulla scelta del packaging così lontano dai comuni canoni di confezionamento del vino, piuttosto che dati statistici relativi al mondo vinicolo all’interno della brochure.
Il packaging di OneGlass è in poliaccoppiato alimentare per liquidi prodotto in Italia.
( poliaccoppiato è un termine complicato? no, lo conoscete tutti dai, l’esempio più famoso in questo senso è sicuramente dato da Tetrapack )

Il packaging ha sicuramente beneficiato di una precisa linea guida e di uno studio per quanto riguarda sia la forma, che trovo davvero simpatica nella usa forma di bottiglia,

sia nei colori, qui di base è stato scelto il nero, sia nel sito istituzionale, che nella brochure, che nel packaging appunto.

Ebbene, qui non sono in linea con il pensiero dell’azienda.
Avrei preferito dei colori diversi per il packaging di prodotto, perché credo sia un prodotto che di base debba essere gioviale, scherzoso ed allegro, quindi la scelta del nero qui mi pare davvero troppo austera, anche se nel complesso grazie ai differenti colori scelti per le varie tipologie di vino, che ricordiamo essere 4, sono comunque ben distinguibili tra di loro a colpo d’occhio.
Ma è ovviamente una mia personalissima opinione.

Per quanto riguarda la qualità del vino, vi rimando all’amico Fabrizio, aka Enofaber , che mi trova concorde , io aggiungerei che sono vini semplici, senza che questo debba essere un fattore negativo, anzi.

Il packaging di OneGlass e la sua praticità l’ho testato sul “campo” in due differenti giornate, venerdì scorso rientrato dall’ufficio ho testato i due vini bianchi proposti, un Vermentino toscano ed un Pinot Grigio.
Siccome faceva decisamente caldo, ho aperto il freezer e vi ho messo dentro le due confezioni, senza troppa cura ad onor del vero, nel primo spazio disponibile.

Qui il primo punto a favore del packaging di OneGlass, essendo un formato “piccolo e morbido” quello da 100 ml non avrete problemi di spazio anche a cassetti pieni come nel mio caso.

Il fatto poi che siano “soli” 100 ml vi permette di avere un vino in temperatura ottimale nel giro di pochi minuti.

Il secondo test l’ho fatto nel week end con i due vini rossi, un Sangiovese Toscano ed un Cabernet Sauvignon delle Venezie.
Siccome mi aspettava un week end fuori porta ho messo i due pack nel borsone e sono partito.
Anche qui nessun problema di spazio, ed ottima resistenza da parte del poliaccoppiato utilizzato, nessuna rottura del packaging e nessun travaso di prodotto.

Una cosa che invece non ho trovato comodissima, è il fatto che una volta aperta la confezione, semplicemente strappando con le dita, non ho utilizzato forbici perché credo siano assolutamente superflue, nella zona indicata sul “collo della bottiglia” , il contenitore vada strizzato, con il rischio di macchiarsi.
Qui cercherei un sistema di fuoriuscita più fluido.

Per il resto un prodotto sicuramente diverso che incontra la mia simpatia e stima, perchè io di prodotti diversi me ne intendo 🙂

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Il ns. vinitaly comincia dal Giovedì, primo giorno di apertura, ma non tra gli stand, comincia rigorosamente online su Twitter a coordinare l’evento #tweetyourwines anche grazie al GRANDISSIMO Vittorio, alias @tirebouchon, un regista di quelli veri, roba da far impallidire Hollywood :-))

Veramente un bel sucesso l’idea lanciata da @susannacrociani di organizzare qualcosa con le twittcantine, tanto da essere ripresa poi addirittura non solo dai blog nostrani, ma addirittura dalla reuters UK.

Il venerdì invece partiamo carichi e forniti per un bel reportage sempre via twitter dal campo, direttamente dagli stand del Vinitaly e degli amici produttori, ma dobbiamo fin da subito fare i conti con la pessima copertura di rete in zona, problema comune a tutti gli espositori a quanto letto in rete a causa del gran numero di connessioni.
Un problema per un vero reportage live, ma anche un deciso sentore di quanto il web 2.0 ed i dispositivi mobili stiano diventando sempre più importanti ed irrinunciabili nella vita quotidiana, soprattutto nel campo della comunicazione, anche in azienda visto il gran lavoro fatto da tantissimi espositori e, permettetemi di citarli, anche da Vini Santa Margherita ed il suo team di professionisti raccontando attimo per attimo praticamente tutta la manifestazione via Twitter, convegni compresi, e mostrando il loro lavoro su di un maxischermo all’interno del loro stand.

Ad ogni modo, connessione o no abbiamo la nostra twittpiantina da seguire per andare a salutare i protagonisti di questo #tweetyourwines, gli amici produttori.
Un bel modo, veramente snello e semplice di aggirarsi tra i 90.000 mq di fiera che altrimenti risulterebbe improponibile in una sola giornata, quello purtroppo era il solo tempo che avevamo a disposizione 😦

Si parte dal padiglione più vicino a noi e si va subito da @saravinicarbone, impegnatissima a far degustare i suoi , quindi salutiamo e promettiamo di ritornare con più calma.
Direzione #goodfellas quindi, i “ragazzacci” del vino, dove incontriamo subito @belecasel, con il suo inconfondibile sorriso e @schemalibero, mentre @terrecontese è preso a discutere e degustare con ospiti.
Manca @cascinacarpini, scopriremo poi che stava arrivando in fiera, in ritardo causa traffico cha ttorno alla fiera è una cosa allucinante.
Si riparte di nuovo in direzione Pad, Toscana per un rapido saluto a @pagliag e per il tempo di lasciargli una cromobox dedicata, realizzata all’ultimo secondo.
Qui incontriamo anche Angelo di @ewsp
Finalmente in direzione @susannacrociani, il cervello di #tweetyourwines, a vedere le fantastiche Tweetbags ed i manifesti a colori delle Twittpiantine.
Che persona stupenda Susanna, sempre con il sorriso sulle labra ed i modi gentili, una di quelle persone che vale davvero la pena di conoscere.
Qui troviamo anche @alessandrarossi , con cui abbiamo fatto una altro bellissimo progetto in collaborazione con il ristorante La16 di Bruno Bacherini a Grosseto di cui scriveremo nel prossimo post.

Si riparte in direzione Salento, da @cantelewines a salutare Paolo, che ha avuto la fortuna diaggregarsi all’ultimo momento utile di #tweetyourwines, che fortunello che sei Paolo :-))

E’ arrivato il momento di dirigersi verso la regina della Freisa, @cascinagilli, dove troviamo Chiara, inconfondibile nel suo modo di sorridere in maniera gentile, la riconosceresti a chilometri.
E proprio con Chiara andiamo a conoscere il “grande” Gianluca Morino, grande sciabolatore di magnum e non solo, lui sciabola con tutto quello che gli passa tra le mani ,poco importa se ha a disposizione solo un calice.

E’ ora di correre però da una vera chicca in mezzo a tanti produttori di vino, l’unica produttrice di olio presente in #tweetyourwines, e così andiamo a trovare Patty, alias @ilbrolo, all’interno del SOL.
Dopo aver salutato Patty tocca alla Signora del Franciacorta, @UcciB o @ilmosnel, la Signora delle bollicine, che ci accoglie all’interno del suo stand, ( dove arrivano anche i VIP, molto molto cordiali tra l’altro ma non ditelo in giro…).
Passiamo di corsa anche da @ilpalazzone, in procinto di lasciare la fiera, a proposito Congratulazioni a Laura,  da Sandro De Bruno alias @SandrodeB_wines , idem da Lorenzo Ciolfi @_Sanlorenzo_  ma gli stand sono proprio pieni, quindi rimandiamo per il ritrovo dei twitteri delle 16:30.

E’ ora giunto il momento di andare a fare una sorpresa a Santa Margherita, ed anche a vedere il loro enorme maxischermo collegato a twitter :-).
Peccato non aver trovato qui @pamelaguerra, ma era impegnata a seguire convegni e a twittare ;-))
Un saluto veloce a Alberto Ugolini e si riparte in direzione di @saravinicarbone, dove potere della rete troviamo @SoavementeBlog intenta a fotografare lo stand ed i ragazzi di @meggiolarowines.
Qui un assaggio di tarallo homemade è di rigore….buonissimo!!

Però comincia a farsi tardi, sono quasi le 16:30 ed è l’ora del ritrovo dai #goodfellas , momento topico della giornata con invasione pacifica dello stand di Luca, dove troviamo mezzo twitter al completo!!
Qui infatti si stringono mani e si dispensano sorrisi con @filipporonco, @giuliano_abate, @enofaber, @faithrich, incrociamo anche @studiocru @cspadoni

Qui si brinda e si pasteggia, ed è anche l’occasione di assaggiare in anteprima il Sur Liè di Belecasel, quello del famosissimo bindello ormai.

L’ora si fa tarda e noi dobbiamo rientrare alla base, un saluto ed un arrivederci agli amici Twitteri su Twitter ovviamente, ma non solo.

In tutto il post i produttori sono volutamente indicati con il loro @username di twitter, proprio per  una raccomandazione a seguirli, non ne resterete delusi, parola mia.

Un’ultima cosa, grazie a tutti Voi per aver partecipato e contribuito a #tweetyourwines con Cromobox.

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Ne avevamo già scritto in precedenza sull’importanza delle relazioni.
E’ ora venuto il momento di aggiornare il discorso perché ad quelle relazioni ogni giorno nascono nuove opportunità, di business certamente, ma anche di interazione umana.

Ne è un esempio Susanna Crociani, titolare dell’Azienda Agricola Crociani .

Anche Lei ha aderito al nostro post su Vinix incuriosita dal fatto di poter toccare dal vivo le nostre Cromobox.
Ne è nata una conoscenza via web, su Twitter per la precisione, che ci sta portando a creare qualcosa di estremamente nuovo ed a mio parere di veramente interessante per una gamma di utenti Twitter, di più ve lo sveleremo nelle prossime settimane.

Fin qui tutto abbastanza normale direte Voi, ed è qui che arriva il bello!
Durante una conversazione su twitter ed uno scambio di mail Susanna mi chiede l’indirizzo per spedirmi un assaggio del suo vino, io accetto di buon grado ed oggi mi arriva un pacco a mezzo corriere spedito proprio da Susanna.

Ebbene il mio stupore è spiegato dal fatto che sì Susanna mi ha spedito un assaggio del suo vino, ma un assaggio praticamente della sua intera produzione ! ben 6 bottiglie sono arrivate oggi qui in ufficio da me, divise tra vini bianchi e vini rossi, tra cui un Riserva ed una di olio extravergine.

Che dire?
Grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie!
Un grazie per ogni assaggio!

Per tutti Voi che siete curiosi di scoprire i vini dell’ Azienda Agricola Crociani , li trovate anche qui

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Essere partner in ambito lavorativo significa affidarsi a realtà che ben comprendono le nostre esigenze e condividono i nostri obiettivi.
Essere partner significa avere reciproca fiducia.

Fiducia nei servizi offerti, fiducia nelle strategie condivise, fiducia nei mezzi e negli strumenti messi a disposizione dal proprio partner.
Realizzare un prototipo per un’azienda,

 e vederlo finire direttamente sull’ homepage del nostro “potenziale” partner

ci ha molto gratificato, è inutile nasconderlo.
Vuol dire che ci ci ha scelto ha condiviso con noi obiettivi e strategie, si è fidato della nostra visione di business e l’ha condivisa in pieno, non solo a parole.
Ha creduto nella nostra definizione di rivoluzione del packaging, tanto da farlo immediatamente sapere a tutti i visitatori del suo sito internet.

Una dimostrazione di fiducia in Cromobox che ha portato a grosse soddisfazioni reciproche.

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Nel precedente post abbiamo parlato di convenienza nell’utilizzo di Cromobox.

Analizziamo insieme questo aspetto.
Può un packaging essere conveniente?
Ma certo che sì se ci aiuta a risparmiare e ad aumentare le nostre vendite.
Vediamo prima come si può risparmiare con Cromobox.
L’utilizzo di Cromobox non implica grandi spazi di magazzino, anzi li annulla quasi del tutto.
Come? grazie ad uno dei suoi brevetti cromobox è pieghevole come evidenziato nell’immagine di questo lavoro
Cromobox infatti può essere completamente ripiegato sino ad occupare 2 soli cm di spazio.

Questo in un magazzino significa poter stoccare una grande quantità di materiale in pochissimo spazio, riducendo sensibilmente i costi fissi.
E se riduciamo i costi abbiamo automaticamente una convenienza.
Ok, ma come può aiutarVi a vendere meglio?
Per meglio comprendere questo importantissimo passaggio prendiamo l’esempio di un ns. cliente che ha voluto ed utilizzato Cromobox sin dall’anno passato.
Il concetto espresso è stato quello di dare valore aggiunto alle proprie confezioni donando loro qualcosa di assolutamente personale, in questo caso un quadro dipinto dalla madre della titolare, riprodotto sul coperchio delle confezioni.
Questo coperchio una volta aperta la confezione diventa a tutti gli effetti una riproduzione d’arte, un vero e proprio quadro regalo dell’azienda produttrice.

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